Saturday, February 17, 2001


"La freccia che colpisce il centro è il risultato di cento fallimenti"

(Antico Proverbio Buddhista)

Saturday, February 03, 2001

Ah! Già nascosto dal fango
Ecco, mi levo e la terra saluto
Con tal sollievo
Che venire da uomo non fu mai notato,
Che dal sonno di morte si fosse levato.
Gli alberi cingo con le mie braccia
Come pazzo
In terra affondo la faccia,
Alzo tremanti le mani verso il cielo stellato
E con gioia
Rido
E dico:
Son nato.

[?]

Anche nella mia vita, come in quella della maggior parte degli uomini, esiste un punto cruciale ben preciso, un luogo di spavento, di oscurità, di confusione e solitudine, un giorno di inaudito stordimento e di vuoto, dalla cui sera spuntano nuove stelle in cielo e in noi nuovi occhi.
Allora vagai infreddolito fra le macerie del mondo della giovinezza, calpestando frammenti di pensieri e sogni stracciati, ancora pulsanti, e ciò che guardavo si disintegrava e cessava di vivere. Mi passavano davanti amici che mi vergognavo di conoscere, e pensieri elaborati solo due giorni prima mi sembravano così lontani ed estranei che pareva avessero cent'anni e non fossero mai stati miei. Ogni cosa si allontanava da me e presto fui circondato da un vuoto e da una quiete terribili. Non c'era più nulla che mi fosse vicino, nessuna persona cara o amica, e la mia vita mi venne su come una nausea sconquassante. Era come se la misura fosse colma, come se tutti gli altari fossero sconsacrati, ogni dolcezza disgustosa, ogni cosa elevata irraggiungibile. Come se ogni barlume di purezza si fosse definitivamente spento, e ogni idea di bellezza stravolta e calpestata. Non avevo più nulla per cui struggermi, nulla da offrire e nulla da odiare. Tutto ciò che di puro, sacro e conciliante vi era ancora in me aveva perso sguardo e voce. Tutti i custodi della mia vita si erano addormentati. Tutti i ponti erano interrotti, e gli orizzonti privati della profondità.

[Hermann Hesse, Un'ora dopo mezzanotte, (Incipit Vita Nova), Marcos y Marcos]

Friday, February 02, 2001


[...] la maggior parte degli uomini sta a guardare le montagne spirtuali per tutta la vita e non ci si avventura mai, accontentandosi di ascoltare quelli che ci sono stati, e risparmiandosi così ogni avversità. Alcuni vanno sulle montagne accompagnati da guide esperte, altri si sforzano di trovare da soli la loro via. Pochi di questi ultimi hanno successo, ma talvolta qualcuno, aiutato dall'ostinazione, dalla fortuna e dalla grazia, ce la fa. Una volta arrivato, si rende conto più di chiunque altro che di vie non ce n'è una sola, né ce n'è un numero stabilito. Sono tante quante le anime individuali.

[Robert M. Pirsig, Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, Adelphi]


Non c'è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto.

[Guy de Maupassant]

La letteratura dà notizie che rimangono attuali.

[Ezra Pound]

Se siamo fortunati, tanto come scrittori che come lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e resteremo poi seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari i nostri cuori e i nostri intelletti avranno fatto un passo o due avanti rispetto a dove eravamo prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare normalmente, ci ricomporremo, [...], ci alzeremo e, "creature di sangue caldo e nervi", come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la Vita. Sempre la vita.

[Raymond Carver, Il Mestiere di Scrivere, Einaudi]

Il suono viaggia molto in una notte d'estate...
Tutto intorno a me sento il suono di apriscatole...
In qualche luogo c'è qualcuno che apre una scatola di cibo per cani e io non sono là!

[Snoopy]

L'esule è come colui che cerca in ogni volto il volto amato.

[Reinaldo Arenas, Prima che sia notte, Guanda]

Saturday, January 27, 2001


Bernis, tu mi confessavi un giorno: "Ho amato una vita che non ho compreso troppo bene, una vita non del tutto fedele. Non so nemmeno molto bene di che cosa avessi bisogno: era una fame leggera...".
Bernis, tu mi confessavi un giorno: "Quel che io intuivo si nascondeva dietro ogni cosa. Mia pareva che, con uno sforzo, dovessi capire, dovessi scoprire e far mio il segreto. E me ne vado, invece, turbato da questa presenza d'un amico che non sono mai riuscito a portare alla luce...".

[Antoine de Saint-Exupéry, Corriere del Sud]

Niente di più singolare, più imbarazzante che il rapporto fra persone che si conoscono solo attraverso gli occhi - che si vedono tutti i giorni a tutte le ore, si osservano e nello stesso tempo sono costretti dall'educazione o dalla bizzarria a fingere indifferenza e a passarsi acanto come estranei, senza saluto né parola. Fra di loro c'è inquietudine ed esasperata curiosità, l'isteria di un bisogno insoddisfatto, innaturale e represso di conoscersi e di comunicare e soprattutto una sorta di ansiosa attenzione. Infatti l'uomo ama e onora l'uomo fino a che non è in grado di giudicarlo, e il desiderio è frutto di una conoscenza incompleta.

[Thomas Mann, La morte a Venezia]

Mario mantenne lo sguardo fisso negli occhi di lei e per mezzo minuto tentò di far sì che il cervello gli trasmettesse le informazioni minime necessarie a sopravvivere al trauma che lo opprimeva: chi sono, dove sono, come si respira, come si parla.

[Antonio Skàrmeta, Il postino di Neruda, Garzanti]

Wednesday, January 24, 2001


Nessun uomo seguì mai il suo genio tanto da esserne sviato. Sebbene il risultato fosse debolezza fisica, tuttavia nessuno può dire che le conseguenze fossero da rimpiangersi, poichè queste erano una vita condotta secondo principi più alti. Se il giorno e la notte sono tali che voi li salutate con gioia, e la vita umana emana una fragranza come fiori ed erbe molto profumate, il vostro successo sarà più agile, colmo di stelle e immortale. Tutta la natura si congratula con voi e, momentaneamente, voi avete occasione di benedirvi. I guadagni e i valori più grandi sono ben lungi dall'essere apprezzati. Facilmente giungiamo a dubitare che essi esistano. Presto li dimentichiamo. Essi sono la realtà più alta. [...] Il vero raccolto della mia vita quotidiana è qualcosa di altrettanto intangibile e indescrivibile dei colori del mattino e della sera. E' un po' di polvere di stelle afferrata - un segmento di arcobaleno che abbiamo preso con una mano.

[Henry David Thoreau, Walden ovvero Vita nei Boschi]

Tuesday, January 23, 2001


Tutto ed ogni cosa può divenire oggetto di cupidigia: le cose di cui ci serviamo nella vita quotidiana, le proprietà, i rituali, le buone azioni, la conoscenza, i pensieri, che, non "cattivi" in se stessi, possono diventarlo, e ciò accade allorché a essi ci aggrappiamo, quando diventano catene che interferiscono con la nostra libertà, che impediscono la nostra autorealizzazione.

[Erich Fromm, Avere o Essere?, Arnoldo Mondadori Editore]

Monday, January 22, 2001


Vola libera e felice,
al di là dei compleanni,
in un tempo senza fine, nel persempre.
Di tanto in tanto noi c'incontreremo
- quando ci piacerà -
nel bel mezzo dell'unica festa
che non può mai finire.

[Richard Bach, Nessun Luogo E' Lontano, Biblioteca Universale Rizzoli]

Sunday, January 21, 2001


Il Grande Fratello è stata una bella baracconata. Ma io non ho fatto nulla a parte mangiare, scopare e cagare in pubblico 24 ore su 24. Voglio impegnarmi e riflettere su quello che mi porterà.

[Pietro Taricone, Il Grande Fratello, Canale 5]

Saturday, January 20, 2001

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannahauser, e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.

[Ridley Scott, Blade Runner, Warner Bros]

Friday, January 19, 2001


Sikuyo
Indlela
Yelizwi
Lobomi


[Lebo M, Noyana (A Traditional African Folk Song), Rhythm of the Pride Lands, Walt Disney Records]
Il compito di essere più felici può essere svolto. Studia.
[Silvio Ceccato]

Thursday, January 18, 2001

Non andare avanti, restare dove siamo, non progredire, in altre parole accontentarci di ciò che abbiamo, è assai tentante, perché conosciamo ciò che abbiamo; a questo possiamo aggrapparci, e ce ne viene un senso di sicurezza.
Temiamo, e di conseguenza evitiamo, di affrontare l'ignoto, l'incerto; perché, se può apparire rischioso una vola che l'abbiamo fatto, prima di affrontare l'impresa i nuovi aspetti che si profilano al di là del passo iniziale appaiono imprevedibili, pericolosi, e dunque fonte di paura. Soltanto il vecchio, il comprovato, è sicuro; o, per lo meno, così sembra. Ogni nuovo passo comporta il pericolo di un fallimento, ed è qui che va ricercato uno dei motivi per cui la gente ha tanta paura della libertà.
[Erich Fromm, Avere o Essere?, Arnoldo Mondadori Editore]

Wednesday, January 17, 2001

Le montagne si dovrebbero scalare col minor sforzo possibile e senza fretta. La velocità dovrebbe essere determinata dallo stato d'animo dello scalatore.
Se sei inquieto, accelera.
Se rimani senza fiato, rallenta.
Le montagne si scalano in un equilibrio che oscilla tra inquietudine e sfinimento. Poi, quando smetti di pensare alla meta, ogni passo non è soltanto un mezzo, ma un evento fine a se stesso. Questa foglia ha l’orlo frastagliato. Questa roccia è instabile. Da qui la neve è meno visibile, benché più vicina.
Queste sono cose che dovresti notare comunque. Vivere soltanto in funzione di una meta futura è sciocco. E’ sui fianchi delle montagne, e non sulla cima, che si sviluppa la vita.
Ma evidentemente senza la cima non si possono avere i fianchi. E’ la cima che determina i fianchi. E così saliamo…
[Robert M. Pirsig, Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, Adelphi Edizioni]

Tuesday, January 16, 2001

Ample make this bed.
Make this bed with awe;
In it wait till judgment break
Excellent and fair.

Be its mattress straight,
Be its pillow round;
Let no sunrise' yellow noise
Interrupt this ground.

[Emily Dickinson, Poesie]
Vi è un'estasi che segna la sommità della vita e oltre la quale la vita non può levarsi. E il paradosso dell'esistenza è tale, che quest'estasi viene quando più si è vivi, e si presenta come un completo oblio di vivere. Questa estasi, questa felice dimenticanza, aggredisce l'artista, lo trae fuori di sé avvolto di fiamma; aggredisce il soldato spingendolo folle nella lotta senza quartiere. Ed ecco che aggredì Buck mentre guidava il branco e lanciava l'antico grido del lupo correndo dietro al cibo ancor vivo che fuggiva dinanzi a lui nel plenilunio. Sprofondava negli abissi della sua natura, di quella parte della sua natura che più era profonda, tornando indietro nel grembo del tempo. Era dominato dal violento insorgere della vita, dalla marea dell'essere, dalla completa gioia di ogni singolo muscolo, di ogni giuntura, di ogni nervo in quanto essi erano tutto ciò ch non è morte, tutto ciò che arde e che aggredisce esprimendosi nel movimento, volando esultante sotto le stelle e sulla superficie della materia morta e immobile.
[Jack London, Il richiamo della foresta]

Monday, January 15, 2001

L'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L'abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d'averla addosso ogni fibra di noi s'è adeguata, ogni gesto s'è condizionato, non esiste medicina che possa guarirci.
[Oriana Fallaci, Un uomo, Rizzoli]
Perchè la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lunghi anni. Se tale azione è priva di ogni egoismo, se l'idea che la dirige è di una generosità senza pari, se con assoluta certezza non ha mai ricercato alcuna ricompensa e per di più ha lasciato sul mondo tracce visibili, ci troviamo allora, senza rischio d'errore, di fronte a una personalità indimenticabile.
[Jean Giono, L'uomo che piantava gli alberi, Salani Editore]